Sorprendenti Egizi
Nel 1995 il Dott. Wilfred Griggs, capo di un gruppo di ricercatori, condusse una ricerca sul DNA di sei mummie del Museo della Brigham Young University.Una radiografia rivelò l'esistenza di un perno metallico nella gamba sinistra della mummia di Usermontu. In un primo tempo Griggs ed i suoi colleghi pensarono dovesse trattarsi di un tentativo recente di riparare la mummia. Poi, però, si convinse che l'intervento era tutt'altro che moderno.
Finora si sa che la composizione metallica del perno a vite è il ferro puro, collocato in situ prima che Usermontu fosse mummificato, vale a dire nel 630 a.C. circa, durante l'Età del Ferro in Egitto.
Soprende gli studiosi, soprattutto, la tecnica di perforazione per estrarre il materiale dalla parte posteriore del ginocchio di Usermontu. Dave McCann, che ha proceduto alla perforazione, ha detto che la punta di trapano doveva avere un movimento pari almeno a 75.000 giri al minuto. Così preciso e delicato è il trapano, che con esso si potrebbe addirittura fare un foro sul guscio di un uovo.
I ricercatori hanno inserito una piccola sonda per meglio scrutare all'interno della gamba ed avere un campione del perno e della resina che lo avvolgeva, simile ad una colla utilizzata per cementare la vite in posizione. Il disegno del perno è estremamente moderno, molto simile agli odierni perni utilizzati per stabilizzare le ossa. Perno e sua collocazione portano a pensare che gli antichi Egizi conoscevano approfonditamente il corpo umano, il ginocchio, infatti, è una delle articolazioni più complesse. Esso deve sostenere il peso di tuto il corpo, gli urti e gli impatti del camminare e correre.












Una squadra di archeologi, guidata da Pilar Utrilla, dell'Università di Saragoza, in Spagna, ha scoperto nel 1994 una roccia su cui è incisa quella che viene unanimamente considerata la più antica mappa dell'Europa occidentale. Questa mappa, infatti, ha ben 13.660 anni e fu, probabilmente, opera dei cacciatori-raccoglitori magdaleniani. Solo oggi, però, gli archeologi sono riusciti a decifrare l'incisione.
La chiesa di S. Silvestro in Capite, a Roma, è, in realtà, dedicata non solo a Silvestro ma anche a Stefano e fu edificata in un luogo consacrato al culto del Sole. Dell'edificio religioso abbiamo notizie dal 761, quando una bolla di papa Paolo I diede notizia della sua costruzione sulle rovine dell'abitazione di suo padre.
Dal 14 novembre al 10 dicembre 2009, l'Abbazia di Grottaferrata, non lontana da Roma, apre i battenti per una mostra che intende porgere all'attenzione dei visitatori il ricco patrimonio abbaziale. La mostra si intitola "San Nilo da Rossano a l'Abbazia greca di Grottaferrata. Storia e immagini". E', praticamente, l'esposizione di quanto concerne la figura del santo e la cultura dell'Italia bizantina.
Tutti i giorni, fino alle 18, su prenotazione, sarà possibile visitare il Monastero, con guide del Gruppo Archeologico Latino Colli Albani "Bruno Martellotta", attraverso un percorso storico-artistico che ne illustrerà la struttura a partire dalla crypta ferrata, una cella sepolcrale a due camere pertinente la villa romana di età repubblicana alla quale ultima appartiene anche il criptoportico, perfettamente conservato. Si potranno ammirare la loggia cinquecentesca, con affreschi di scuola fiamminga ed il portico del Sangallo nel palazzo dei commendatari.